Per comprendere meglio il modo in cui la mutazione casuale e la selezione naturale interagiscono, causando l'evoluzione, proviamo a visualizzarlo (con qualche semplificazione).
Considera il piano.
Ogni punto su di esso ha due componenti, la proiezione del punto sull'asse verticale (y) e la proiezione sull'asse orizzontale (x).
Dato un punto P sul piano possiamo calcolare le due proiezioni xP e yP.
Analogamente, date due prioezioni possiamo individuare l'unico punto che le può generare.
Adesso pensa ai viventi come a dei pallini appoggiati su questo piano.
Ipotizza che il punto in cui un vivente è posto ne determina il suo genoma, un genoma semplificato, composto da due sole variabili: la proiezione sull'asse verticale yP e la proiezione sull'asse orizzontale xP.
Chiamiamo questo spazio spazio genetico.
Adesso considera la riproduzione del vivente/punto P, che consiste nella comparsa nello spazio di un secondo punto Q.
Come abbiamo gia discusso, il genoma del figlio sarà una copia del genoma del padre.
Essendo il genoma, nel nostro semplice modello, una coppia di variabili (le proiezioni sugli assi del punto) il figlio avrà gli stessi valori, quindi le stesse proiezioni sugli assi e quindi, il punto padre ed il punto figlio saranno concidenti: P=Q.
Adesso considera la mutazione.
Il genoma del figlio (xQ e yQ) non sarà la copia esatta del genoma del padre (xP e yP), ma la muazione può causare un piccolo spostamento lungo entrambi gli assi.
Nell'immagine a lato lo spostamento causato dalla mutazione è indicato da una linea blu.
Quindi in generale il punto padre ed il punto figlionon saranno più concidenti, ma, osservazione importante, saranno comunque vicini.
Adesso considera il caso in cui i genitori sono 2.
Il genoma del figlio dipenderà adesso sia da quello del padre (P)che da quello della madre (M).
Per rappresentare questo fatto si considera che la posizione del figlio Q nello spazio genetico sarà il punto medio posto tra P e M, ovviamente sottoposto anche in questo caso ad una piccola mutazione.